
Il gruppo famiglie della parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Camposampiero (Padova), che soggiorna nella struttura sulle pendici del Subasio a san Giovanni di Collepino, è “sceso” a Casa San Girolamo per un ritiro di una mezza giornata. In questa settimana di “campo-famiglie” il tema scelto è quello suggerito dall’esortazione “Gaudete et exultate” e a noi è stato chiesto un approfondimento su come essere santi oggi, nel quotidiano. Ancora una volta la figura di Carlo Carretto è stata importante per sottolineare la comune e universale chiamata alla santità, a viverla come popolo in missione a partire dall’impegno di ciascuno.
La Parola al centro come fedeltà alla scelta di vita maturata con la grazia del Battesimo. La vita comunitaria come luogo di crescita, di condivisione. Lo stile di vita improntato alla essenzialità, alla gratuita. L’impegno a costruire relazioni. La concretezza dei piccoli gesti e della cura del particolare sull’esempio di Gesù. Questi alcuni degli aspetti prevalenti nella breve relazione introduttiva seguita poi da un lungo momento di riflessione personale e più tardi di coppia.
Il pranzo in comune e la chiacchierata successiva hanno permesso di condividere altre idee e soprattutto di creare quel clima di semplicità e di fraternità tipico di Casa San Girolamo. Più volte è stato sottolineato che questa duplice e contemporanea presenza sulle pendici del Subasio potrebbe diventare un bel segno di speranza per la Chiesa e per il paese.
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18-21 agosto a San Girolamo: “Il deserto nella città”. Ascoltare, accompagnare, discernere, servire

Condividere qualche giorno – dal 18 al 21 agosto – di silenzio, preghiera, lavoro e vita comunitaria in semplicità e fraternità per riscoprire la gioia dell’incontro quotidiano con il Signore (Eg.3), per riflettere sulle scelte e sugli impegni che derivano dalla nostra vita di fede. La proposta (guidata da Gigi Borgiani e don Massimo Masini) si articola in momenti di ascolto, di riflessione personale (il silenzio sarà alla base dell’esperienza), di condivisione e di… cammino! Immersi nel silenzio e nella suggestiva collina degli ulivi (il Monte Subasio) ognuno potrà trovare la quiete necessaria per il proprio essere. Il “polmone spirituale” dell’Ac si apre a una nuova proposta dedicata ai giovani ma aperta anche ai meno giovani. Qualche giorno per “respirare” aria nuova e ritornare in città carichi e pieni di gioia evangelica da moltiplicare.
Programma:
Domenica 18: ARRIVI (chi lo desidera può anticipare il giorno di arrivo e posticipare quello di partenza, secondo disponibilità della casa, richiedendolo per tempo); alle 18 vespri , cena e presentazione dei partecipanti e illustrazione del programma
Lunedì 19: ASCOLTARE. Ore 8 recita delle lodi e colazione; pensieri dettati da don Massimo Masini al mattino (9,30) e al pomeriggio (16,30); alle 12 celebrazione eucaristica . Per il resto della giornata meditazione, silenzio e lavoro. Adorazione e vespri alle ore 18,30, cena e riposo
Martedì 20: ACCOMPAGNARE E DISCERNERE. Preghiera delle lodi alle ore 7, colazione alle 8 (con pane, acqua e Bibbia): quindi i partecipanti iniziano il cammino “personale-singolare” fino all’eremo dei Piccoli fratelli del Vangelo attraverso il percorso dell’Acquedotto romano (1h e 30’ circa) con la possibilità di sostare ove ognuno sceglie, per la riflessione sui brani indicati. Si prepara la condivisione che sarà fatta a modo di omelia alla messa delle 13. Dopo il pranzo, testimonianza dei Piccoli Fratelli e rientro, vespri e cena.
Mercoledì 21: SERVIRE. Lodi, colazione, pensiero di don Massimo; riflessione personale, condivisione; ore 12,30 messa conclusiva, pranzo e partenze.
(foto: Fabio Borsa)
Da Lesina a Spello: Bibbia, riflessioni e… pennello

Ora et labora! Gli amici di Lesina tra una riflessione/condivisione e l’altra hanno ridipinto tutto il muretto del chiostro…
A San Girolamo tanti amici e… un santo della porta accanto

Anche oggi, 9 agosto, qui a Casa San Girolamo abbiamo raccontato di Carlo Carretto. Può essere considerato un santo della porta accanto? Tra quelli indicati da Papa Francesco nell’esortazione Gaudete et exultate? Certamente sì! Fratel Carlo non è un santo degli altari, un santo “festivo”, ma un santo “feriale”, un santo del quotidiano, uno dei tanti testimoni “semplici” che ci dicono che si può davvero rispondere alla chiamata di ciascuno alla santità.
La figura di Carretto aiuta a sentirci anelli di una grande e lunga catena che abbraccia (non incatena, anzi libera) il mondo. Di questi aspetti, e altro, abbiamo dialogato oggi con un gruppo di giovani provenienti da Noicattaro (Bari), anche loro, come molti in questo periodo, in campo scuola ad Assisi guidati da Mena e da don Vito.
Presenti inoltre alcuni amici di Lesina che ci hanno raggiunto ieri per qualche giorno di silenzio.
L’incontro è stato arricchito dalla testimonianza, del tutto occasionale, di Marzia ed Emilio, una coppia di Napoli che sta vivendo una settimana di spiritualità presso la Fraternità dei Piccoli fratelli del Vangelo qui al vicino eremo. In giornata di “deserto” scendendo dal monte Subasio sono passati da Casa San Girolamo per una visita alla tomba di fratel Carlo. Ben volentieri hanno sostato con noi e hanno condiviso il loro primo passaggio (oltre 20 anni fa) e la loro prima settimana di deserto qui al San Girolamo. Segnati da quella prima esperienza ogni anno vengono (ora con i figli) per rimanere sempre agganciati al Vangelo e alle scelte maturate.
Gradita pure la visita di Arianna e David che avevano trascorso qualche giorno qui a Casa San Girolamo per preparare il loro matrimonio.
Vivere straordinariamente si può, insieme. A San Girolamo gli scout di Taranto

Non è facile, ma non impossibile. Se il vangelo mi interessa posso tentare di fare sintesi tra contemplazione e azione seguendo la traccia suggerita da fratel Carlo Carretto. Questo l’argomento più condiviso nell’incontro che abbiamo avuto in questi giorni con 40 scout di “Taranto 5”. A due mesi dall’incontro, qui a San Girolamo, della Presidenza nazionale di Ac con l’Agesci, la presenza di questi giovani è stata significativa, sia come esempio di vera collaborazione tra le due associazioni sia, naturalmente, perché ancora una volta Casa San Girolamo ha accolto persone desiderose di “crescere”, di riflettere sulla propria vita e sulla vita della Chiesa. Gli argomenti proposti a partire dall’esperienza di Casa San Girolamo e dalla figura di fr. Carlo si sono inseriti nel percorso del gruppo che camminerà da Assisi a Loreto, arricchito dagli esempi di Francesco, di Chiara, dello stesso fratel Carlo
Un percorso intitolato “straordinario nell’ordinario”, basato sulla riscoperta dell’essenzialità contro gli eccessi quotidiani, della povertà come ricchezza interiore, della comunità e fraternità come stile di vita, della preghiera come compagna quotidiana, controcorrente nell’ordinario. Ovvero fare della vita un quotidiano atto di fede, di preghiera, di azione aiuta a superare quel conflitto tra paura e coraggio, molto sentito dalle nuove generazioni.
Vivere straordinariamente si può, insieme. Se il Vangelo interessa, è importante – hanno condiviso i giovani – scegliere stili di vita non solo coerenti ma condivisi. Le difficoltà che spesso si manifestano, anche perché storditi da modelli di vita non compatibili con il vangelo e la vita missionaria della Chiesa, si possono superare insieme, in comunità attraverso relazioni vere, faccia a faccia, nella genuinità e semplicità di rapporti comunitari che aiutano a vivere di essenziale, a lasciare – sull’esempio di Francesco – il superfluo, a coltivare valori che danno senso , a stare con gli altri, con tutti coloro cui manca qualcosa (o materialmente o spiritualmente) inseriti in una Chiesa “popolo”, “piccola comunità” così come vissuta in questi giorni dagli amici scout di Taranto.








