Casa San Girolamo – Temi e calendario Quaresima 2019 – APERTE LE ISCRIZIONI


Ecco il calendario dei fine settimana quaresimali a San Girolamo.
Per le iscrizioni: http://eventi.azionecattolica.it/spello

  • 8-10 marzo 2019 “Al chiaro di luna”: l’amore riletto sotto una luce speciale, per le giovani coppie di sposi con don Tony Drazza;
  • 15 -17 marzo 2019 “Conformati a Cristo: la misura alta della vita quotidiana”, con don Ugo Ughi;
  • 22-24 marzo 2019 Rigenerati da uno sguardo. Gli incontri di Gesù nel Vangelo di Luca con don Mario Diana;
  • 29-31 marzo 2019 La lotta e la brezza tra il Carmelo e l’Oreb. In cammino con Elia con don Marco Ghiazza;
  • 5-7 aprile 2019 Una spiritualità popolare e generativa: dalla pietà popolare alla passione per la città con don Fabrizio De Toni;
  • 12-14 aprile 2019 “Cenere in testa e acqua sui piedi”: il viaggio verso la Pasqua con don Tony Drazza, con la partecipazione alla Via Crucis di Spello (in questi giorni la casa sarà riservata a un ritiro della Presidenza nazionale di Ac).
Share Button

Papa Francesco a Spello dalle monache di Valle Gloria

È stata una grande sorpresa per le monache clarisse di Santa Maria in Vallegloria di Spello, quella di vedersi comparire alla porta del Monastero papa Francesco. Il Pontefice ha voluto così ricambiare la visita fattagli dalle monache a Santa Marta il 25 agosto 2016. In quell’occasione il Papa consegnò loro la costituzione apostolica Vultum Dei quaerere in rappresentanza delle claustrali di tutto il mondo.
Nelle foto, il Papa a Spello con le monache e il vescovo di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale dell’Azione cattolica italiana.
(qui un articolo di Avvenire: https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-sorpresa-visita-a-spello-suore-di-clausura)

Share Button

Ritorno al deserto… nella città – Con gli auguri per un Santo Natale a tutti gli amici di Casa San Girolamo

All’inizio dell’avvento Isaia, nella sue utopiche profezie, ci parlava di un mondo nel quale “il lupo dimorerà insieme con l’agnello, le lance si trasformeranno in falci, un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo…” e invitava: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”. Un monte dove sarà preparato “un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti”, in cui “il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto”.
Ma chi salirà il monte del Signore, quali sentieri percorrere per arrivare a questo monte di giustizia e di pace se attraversiamo un mondo pieno di ostacoli, di angustie, di trafitti di spada, spade fatte di parole, di comportamenti…? Un mondo ricco di consumo, di apparenza, di false sicurezze, ricco di idoli, di intolleranza, di indifferenza, di individualismo. Un mondo desertificato dove è difficile intravvedere segni di speranza?
“Chi salirà il monte del Signore. Chi può stare in un luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non si rivolge agli idoli…”.
Ecco il Natale! Gesù viene per accompagnarci!
Per salire al monte il Natale ci sollecita ad accogliere l’invito a salire e nello stesso tempo a “rimanere”, a considerare quindi un doppio deserto: quello interiore – desertificando la nostra vita dagli idoli che si frappongono tra ciascuno di noi e il monte sul quale siamo invitati a salire – e quello del mondo, il deserto che siamo chiamati a trasformare in giardino per l’uomo attraverso la nostra testimonianza.
Per fare questo ricorriamo ancora una volta alle parole di fratel Carlo Carretto, la voce profetica di Spello:

“Se l’uomo non può raggiungere il deserto, il deserto può raggiungere l’uomo. Ecco perché si dice ‘fare il deserto nella città’. Non staccare il concetto di deserto dai luoghi frequentati dagli uomini, prova a pensare e soprattutto a vivere questa espressione veramente esaltante ‘il deserto nel cuore della città’. Sì, dobbiamo fare il deserto nel cuore dei luoghi abitati”

“Considera la realtà in cui vivi, l’impegno, il lavoro, le relazioni, le adunanze, le camminate, le spese da fare, il giornale da leggere, i figli da ascoltare, come un tutt’uno da cui non puoi staccarti, a cui devi pensare. Dirò di più un tutt’uno attraverso il quale Dio ti parla e ti conduce. Non è fuggendo che tu troverai Dio più facilmente ma è cambiando il tuo cuore che tu vedrai le cose diversamente. Il deserto nella città è possibile a questo patto: vedere le cose con occhio nuovo, toccarle con spirito nuovo, amarle con cuore nuovo. Non occorre fuggire, alienarsi, tra ciò che penso e ciò che faccio, andare a pregare e poi distruggersi nell’azione, fare i pendolari tra Marta e Maria. Sì, la realtà ci educa e come! La realtà è il vero veicolo sul quale Dio cammina verso di me” (Il deserto nella città)

Possiamo stare nei luoghi abitati, senza fuggire, certi che il Signore è in mezzo a noi!
Santo Natale a tutti

la ruota del carretto

ps: a proposito di monte: ricordiamoci del Monte Subasio sulle cui pendici sorge Casa San Girolamo, luogo scelto e abitato per imparare a fare deserto (per qualche giorno) per viverlo nella ferialità e nella città. E sul “Monte” possiamo salire dalla prossima Quaresima per i fine settimana che sono stati programmati

Share Button

Weekend fidanzati – La meraviglia dell’amore


Un weekend per sognare insieme, per riscoprirsi, per tornare a meravigliarsi di quello che si è riconoscendo i difetti ma soprattutto la bellezza di chi abbiamo accanto.
Questi i passi che sono stati consegnati – nei giorni 7/9 dicembre a Casa San Girolamo – ad Agnese e Marco, Benedetta e Francesco, Chiara e Michele, Dominga ed Ezio, Monica e Fabio, Rosmara e Luca, Gloria e Andrea da don Tony e che sono stati calati nella realtà più vera grazie alle testimonianze fatte di ripartenze, risate e lacrime di Rita e Stefano, di Maria Eletta ed Elia.
Cosa portiamo a casa dopo queste giornate ricche di condivisione a tutto tondo?
Che…
… dobbiamo tornare a ciò che è veramente importante, ridirci cosa veramente conta, farci delle promesse per dare valore alla nostra vita, per legare il cuore a quello che facciamo, al luogo in cui sono i nostri piedi;
… ci stiamo preparando a fare una scelta controcorrente in una società in cui nulla sembra essere “per sempre”. Il desiderio da coltivare è quello di vivere la fedeltà giorno dopo giorno, trovando quotidianamente i motivi per aggiustare ciò che non va e ripartire;
… con il matrimonio non ci completeremo perfettamente: ci viene chiesto di rimanere aperti. Il matrimonio moltiplica l’amore se lascia spazio agli altri, se la nostra casa potrà diventare custodia per altri.
La strada potrebbe sembrare in salita ma il segreto, ci è stato detto, è vivere con leggerezza, che non è superficialità, ma consapevolezza che “nulla è impossibile Dio” e tutto può essere costruito di nuovo e migliorato… a patto di non prendersi troppo sul serio!

Gloria Bernasconi e Andrea Grimoldi

Share Button

Tempo d’Avvento: non lasciarsi trascinare dalla corrente

E anche quest’anno arriva il Natale. Non è facile immaginarlo al di fuori della realtà e non fare i conti con ciò che non brilla, preoccupa, intristisce.
Non possiamo certo illuderci di risolvere qualcosa e seminare un po’ di serenità con un po’ di luminarie, alberi di natale, regali e panettoni. Le luminarie e altro non fanno la serenità anche se possono contribuire ad accendere qualche sorriso.
Occorre diffidare della apparenze in una società sempre più incline alla apparenze, al vuoto di senso e di valori. Una società soggetta al desiderio, alla creazione di bisogni, alla ricerca del sempre meglio, del di più, di ciò che distingue, e separa, dagli altri. Una società che consuma illudendosi per quello che il tempo consuma e alla quale i credenti dovrebbero contrapporre stili di vita alternativi basati sulla convinzione che, come scrive Papa Francesco nella Laudato si’: «“meno è di più”. Infatti il costante cumulo di possibilità di consumare distrae il cuore e impedisce di apprezzare ogni cosa e ogni momento. Al contrario, rendersi presenti serenamente davanti ad ogni realtà, per quanto piccola possa essere, ci apre molte più possibilità di comprensione e di realizzazione personale. La spiritualità cristiana propone una crescita nella sobrietà. È un ritorno alla semplicità che ci permette di fermarci a gustare le piccole cose, di ringraziare delle possibilità che offre la vita senza attaccarci a ciò che abbiamo né rattristarci per ciò che non possediamo. Questo richiede di evitare la dinamica del dominio e della mera accumulazione di piaceri».
Non dobbiamo lasciarci trascinare dalla corrente.
Scriveva Carlo Carretto: «Una cosa è essere trascinati dalla corrente, altra cosa è nuotare, meglio navigare sul fiume, il prendere coscienza di essere sul fiume, lo scoprire il perché del nostro viaggio; ciò che fa passare dall’una all’altra visione è la vocazione, è la chiamata».
Ecco, il Natale ci chiama, ci invita a liberare mente e cuore dalla “corrente”, dalla tante parole che invadono e distorcono la realtà; siamo succubi di parole “passive” che respiriamo senza accorgercene ma che rischiano di diventare la nostra guida invece di lasciarci guidare dalla luce in cui diciamo di credere, per fare luce sulle cose che contano. Il Natale ci può aiutare, a patto che non lo destiniamo ad essere soffocato dalle cose che non contano.
Il Natale è accoglienza: accoglienza del Verbo che si fa carne, della Parola che conta.
Il tempo di avvento non è quello della frenesia del superfluo, il tempo che prepara la festa a tutti i costi e che ci fa sentire più buoni, ma è il tempo in cui si fa spazio a chi viene non certo per un rito ma per cambiare la nostra vita.
Certo il Verbo che viene è difficile da coniugare ma apre le porte alla buona volontà e alla speranza, a guardare in una luce nuova il mondo avvolto dalle tenebre e trasformarlo con la forza della fede.

la ruota del carretto

P.s. – compito a casa (quando facciamo un po’ di deserto nella città): cosa posso fare per me, per gli altri perché il Natale sia davvero un Buon Natale?

Share Button