Tappa a Spello per l’Ac di Mileto-Nicotera-Tropea


Una delegazione dell’Azione cattolica della diocesi calabrese Mileto-Nicotera-Tropea ha fatto tappa lunedì 22 ottobre a Casa San Girolamo. Gli ospiti erano diretti nelle Marche per presenziare all’ingresso in diocesi del neo vescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Massara, originario di Tropea. Una sosta a Spello, sulle orme di fratel Carlo Carretto, apprezzata da tutti i presenti: Paolo Giannini, presidente diocesano, Ivana Ventura, incaricata Adulti regione Calabria, Giuseppe Facciolo, Elena Profiti, Mary Ann Forelli, Giuseppe Suriano, Gianpiero Cannizzaro, don Domenico Romano, don Oreste Borelli, don Andrea Campenni.

Share Button

Testimonianza: “Quei giorni a San Girolamo… Accoglienza, fraternità e respiro interiore”

È il 4 ottobre, festa di San Francesco, un buon auspicio per partire quest’anno verso “le colline della speranza”. Già da giorni il desiderio di Spello, meglio ancora di San Girolamo, ci mette gioia fraterna. Un anticipo dello spirito semplice di questa terra ci viene dalla sosta a Cannara nella quale conosciamo aspetti della vita di San Francesco quali l’istituzione, dopo la predica agli uccelli, del Terz’Ordine Francescano e il Sacro Tugurio dove il santo si riposava.
Povertà, preghiera e lode a Dio ci introducono nello spirito di San Girolamo. Bussiamo ancora una volta a quella porta che grazie all’attento servizio di altri fratelli ci viene aperta e i nostri volti prima cercano “il pozzo” simbolo di un’esperienza spirituale e poi s’illuminano.
Quella di oggi è un’Eucaristia che nel dono del Signore Gesù, a trent’anni dalla morte di fratel Carlo ci fa riaffiorare nel ricordo la sua voce ben chiara che ci dispone all’ascolto della Parola nel silenzio e nella contemplazione.
Per il nostro gruppo è tempo di lasciarsi guidare a comprendere, con l’aiuto di don Alessandro, il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato.
Quante volte l’abbiamo recitata ma senza consapevolezza. Dalle meditazioni abbiamo capito che Gesù insegnandoci questa preghiera ci ha fatto un dono senza tempo e che ogni volta che entriamo in preghiera rendiamo attuale e presente la paternità di Dio che ci viene donata nel Battesimo. Insieme, e a nome di tutti i figli di Dio, possiamo invocarlo come Padre. È la preghiera comune, recitata insieme dalla comunità che si allarga e abbraccia tutti universalmente.
 In questi giorni ci è stata proposta (5 ottobre) la proiezione del film “Il mio nome è Thomas” che ha suscitato un palese interesse per la persona attore-regista Terence Hill e ci ha fatto cogliere come il percorso di ricerca interiore diventa un cammino d’amore, di affidamento che, per la co-protagonista (una giovane ragazza piena di vita, ma gravemente malata), si fa fiducioso abbandono nel momento della consegna della vita.
Un’attenzione merita la presentazione del libro “Carlo Carretto ieri e oggi” (6 ottobre), curato da Gianni Borsa. In teatro, il susseguirsi di interventi ha rilanciato la figura di fratel Carlo che nel libro ci viene delineata con freschezza e originalità. Mi piace inoltre rilevare i sentimenti di amicizia e gioia che animavano i partecipanti che ho avuto modo di accogliere all’ingresso. Segni tangibili della presenza di fratel Carlo, allora come ora.
Casa San Girolamo grazie, sei esperienza di accoglienza, fraternità e respiro interiore.

Teresa Tosetto

Share Button

A Spello tre giorni in ascolto dell’“innamorato di Dio”

C’è molto dello stile di fratel Carlo Carretto nella tre giorni organizzata a Spello dall’Azione cattolica e i Piccoli Fratelli Jesus Caritas per far memoria dei trent’anni dalla sua morte, avvenuta nel Convento di San Girolamo (ora Casa San Girolamo, gestita dall’Azione cattolica italiana) proprio il 4 ottobre del 1988. C’è la preghiera, che non manca mai quando si parla di fratel Carlo, e la memoria liturgica, con le due celebrazioni in sua memoria. Ma c’è anche il popolo, con un Teatro Subasio pieno di gente intervenuta per vedere il film “Il mio nome è Thomas” e per salutare dal vivo l’attore Terence Hill, il famoso don Matteo televisivo, che ben volentieri ha stretto mani e firmato numerosissimi autografi. Un pubblico che ha seguito quasi in religioso silenzio la trama del film, quel film che Terence Hill ha voluto scrivere e interpretare prendendo spunto dal famoso libro di Carlo Carretto, “Lettere dal deserto”. Un film (alla cui proiezioni era presente anche Matteo Truffelli, presidente nazionale di Ac) denso, molto bello, poetico, costruito, secondo le parole dello stesso Terence Hill, sulla figura profetica di Carlo Carretto, che lui ha conosciuto negli anni Ottanta attraverso i suoi libri (“anche in America, dove io vivevo – ha detto Hill – i libri di Carretto erano conosciutissimi. Io stesso ne ho una ventina”). “Una persona, Carretto – ha osservato Terence Hill – che ha saputo parlare semplicemente di Gesù e anche di Maria, con un linguaggio che parla al cuore del cristianesimo contemporaneo”.

Un bagno di folla, quindi a Spello, ricordando fratel Carlo. Oltre la visione del film, c’è stata un’ulteriore riflessione sulla sua figura attraverso la presentazione del libro edito dall’Ave, “Carlo Carretto ieri e oggi”, con la partecipazione di Gianni Borsa, curatore del libro, e di Paolo Maria Barducci, priore dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, insieme e Michele Tridente, vice presidente nazionale per il Settore Giovani di Ac.
Per il priore, Carlo “è l’innamorato di Dio, colui che ho conosciuto da giovane e mi ha aiutato nel mio cammino esistenziale e spirituale”. “Carretto è sempre stato un uomo di Azione cattolica, amico dei giovani. Mi disse con una dedica: Paolo, il tuo deserto è a buon punto”. E poi, raccontando della sua ordinazione sacerdotale, il priore ha spiegato quando Carretto gli disse: “tu devi essere prete cosi. Come il servo sofferente”.
Un uomo che sapeva trasportare in particolare i giovani. In questo senso, Michele Tridente, pensando anche al Sinodo sui giovani in corso in questi giorni, ha voluto portare l’esperienza di una generazione che crede in questa Chiesa sinodale. “Carlo era una persona che ascoltava e accompagnava, due parole chiave di questo Sinodo”. Perché Carretto entusiasma i giovani? Perché, per Tridente, “Carretto era essenziale. L’essenzialità piace ai giovani. Piace una Chiesa essenziale, umile. E poi ci piace di Carlo la ‘sorpresa’. Quella sorpresa voluta da Dio. Questa sorpresa è un qualcosa che ancora entusiasma il cammino di noi giovani”. In fondo, conclude Tridente, “la vita di un buon cristiano è una vita missionaria. Una missionarietà che guarda lontano, che sa aprire strade di buona speranza”.

Il libro, spiega Gianni Borsa, curatore del volume, racconta “il Carretto vivo oggi, non fa solo memoria di un testimone di profezia. Ed è una storia di coerenza di vita, quel radicamento nella Bibbia che si fonda sull’ascolto degli altri”. [gds]

[si ringrazia Ennio Angelucci per il servizio fotografico]

Share Button

Tanti amici a Spello in ricordo di fratel Carlo Carretto. L’incontro con Terence Hill ha riempito il teatro Subasio


Teatro Subasio di Spello gremito, venerdì 5 ottobre, per la proiezione del film “Il mio nome è Thomas”, la cui sceneggiatura e regia sono state curate da Terence Hill, che è anche l’attore protagonista. Il film trae spunto e approfondisce il messaggio del libro di Carlo Carretto “Lettere dal deserto”. Si tratta di una delle iniziative in agenda dal 4 al 6 ottobre in occasione del 30° anniversario della morte di Caro Carretto, in età giovanile presidente della Gioventù di Azione cattolica, poi Piccolo fratello nella famiglia di Charles de Foucauld, quindi animatore della fraternità al monastero di San Girolamo di Spello tra la metà degli anni ’60 e la morte, avvenuta il 4 ottobre 1988.

Terence Hill, a tutti noto per la lunga carriera cinematografica, è arrivato al Subasio con largo anticipo rispetto all’inizio della proiezione, ed è stato accolto con entusiasmo; l’attore ha chiacchierato con tutti, ha firmato autografi ed è stato “bersagliato” da innumerevoli foto e selfie. Si è detto “piacevolmente sorpreso” dall’accoglienza e dall’amicizia dimostratagli.
Quindi, prima della proiezione, gli interventi di fratel Paolo Maria, priore dei Piccoli fratelli Jesus Caritas, e del sindaco di Spello Moreno Landrini. Anche Terence Hill, sollecitato da alcune domande, ha parlato del proprio rapporto con Carretto, della scoperta dei suoi libri, dei giovani, del rapporto fede-vita.
Presenti alla giornata i Piccoli fratelli Jesus Caritas di Sassovivo, i Piccoli fratelli del Vangelo di Spello, un folto gruppo di Azione cattolica proveniente da diverse diocesi. Dopo il film, intenso e divertente, il saluto finale del presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Matteo Truffelli.

Sono dunque giorni intensi a San Girolamo. Un gruppo di Padova segue un percorso spirituale alla “riscoperta” del Padre Nostro, guidato da don Alessandro. Quindi altri amici da Genova, Milano, Bergamo…
Sempre nella giornata del 5 ottobre si è avuta la visita di un gruppo Fiac (Forum internazionale di Ac), con persone provenienti da diverse nazioni, guidate da Maria Grazia Tibaldi.
Presentiamo qui alcune immagini della messa a suffragio di Carretto celebrata il 4 ottobre a San Girolamo e quelle della visita Fiac e dell’incontro con Terence Hill.
La giornata del 6 ottobre prevede, sempre al Subasio, la presentazione del libro “Carlo Carretto ieri e oggi. Spello e le colline della speranza” (editrice Ave) e una messa nella Chiesa di Spello.

Share Button

La “pastorale del campanello”: il Consiglio diocesano Ac di Fano a Spello


«Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio». Il versetto 7 del quarto capitolo della Seconda lettera ai Corinti ha introdotto e accompagnato i tre giorni di ritiro per il Consiglio diocesano dell’Azione cattolica di Fano Fossombrone Cagli Pergola. A Spello, dal 28 al 30 settembre, si è voluto ricavare un tempo di riflessione, conoscenza e fraternità, in uno spazio caro alla tradizione associativa come Casa San Girolamo.
Dopo un’iniziale introduzione su alcuni brani di San Paolo, ci si è interrogati a lungo sulle debolezze che caratterizzano la nostra esistenza e di quanto, in confronto ad esse, sia grande la potenza di Dio. Tutto questo per capire che la programmazione pastorale che ci si sforza di portare avanti è comunque frutto dell’azione dello Spirito Santo e l’affanno perderebbe senso se non fosse concepito proprio in questa cornice.
Per aiutare i partecipanti a entrare nel vivo del proprio impegno, toccando le corde di ciò che ci anima più nel profondo, è stato scelto il testo di un intervento di monsignor Gualtiero Sigismondi, emblematicamente intitolato “Dalla pastorale del campanile a quella del campanello”. Tanti stimoli sia per il confronto, sia per l’analisi di alcune prassi che, seppur consolidate, ora si è chiamati a sostituirle con nuove attenzioni, ricordando che – come si legge in questo documento – «la libertà è una realtà che ha a monte la verità e ha a valle la carità, sua palestra, il luogo in cui si manifesta e si sceglie».
Il tutto è stato scandito dalla liturgia delle ore, dall’adorazione e dall’Eucaristia quotidiana, nonché dagli stessi momenti comunitari, nel pieno stile di Casa San Girolamo, per tradizione ritenuta “polmone spirituale dell’Azione cattolica”. Non a caso, poi, a scandire informalmente le giornate sono state le conversazioni, i confronti e la condivisione che hanno vissuto i consiglieri diocesani e le loro famiglie, imparando a riconoscersi come persone, prima ancora che a servizio di un’importante struttura associativa.
E come spesso capita, tre giorni non sono sembrati sufficienti a completare questo tempo di grazia. Ciò dunque rappresenta l’impegno irrequieto a dare un rinnovato slancio agli stili personali e pastorali di ciascuno.
Matteo Itri

Share Button