Il monastero di San Girolamo a Spello ha rappresentato per generazioni di giovani e adulti una comunità, retta dai Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld, dove incontrarsi, meditare e pregare ponendo al centro la Bibbia. Una significativa esperienza di Chiesa nel post-Concilio che ha avuto in Carlo Carretto (1910-1988) un compagno di strada per migliaia di cammini vocazionali e spirituali.
Il nuovo volume dell’Ave, intitolato Carlo Carretto ieri e oggi. Spello e le “colline della speranza”, propone diverse testimonianze sulla nascita della Fraternità a San Girolamo e sul ruolo che vi ebbe Carretto. Si giunge quindi fino ai giorni nostri, con la ripresa, negli anni Duemila, dell’attività di questo “polmone spirituale”, aperto a quanti cercano un luogo di silenzio, di preghiera, di formazione, in un ambiente familiare oggi curato dall’Azione cattolica italiana.
A cura di Gianni Borsa, il volume propone testi di Carlo Carretto, Giancarlo Maria Bregantini, Erina Camilletti, Loris Francesco Capovilla, Carlo Maria Martini, Leda Minocchi, Giovanna Negrotto Cambiaso, Ermanno Petrucci, Leonello Radi, Gian Carlo Sibilia, Walter Tobagi, Matteo Truffelli.


“Qui si respira Azione cattolica! Grazie Signore per ogni singolo momento di questa esperienza, per la fede che questo luogo incarna, per la testimonianza che qui si incontra”
“Ah la bellezza, ricercare la bellezza! Qui ho riempito la borraccia per il cammino che ancora resta”







Sulla sua tomba si è ricordato il suo invito a chiedere il dono della fede: essa sola può accompagnare e guidare una vita piena che a partire dalla Parola e dall’Eucaristia sia sempre una vita piena e “ricca” di gesti quotidiani, tesi a costruire un mondo migliore. Il pomeriggio si è concluso con la celebrazione eucaristica nel chiostro.

È una povertà di oggi quella di chi ha sogni solo per sé, di chi Dio non l’ha mai conosciuto, chi non ha nessuno a cui rivolgere le proprie domande di vita. Di chi non ha orizzonti grandi verso cui puntare lo sguardo, ma solo testa bassa per non inciampare ora ed oggi. Di chi non è stato educato a riconoscere le cose belle e non vive passioni forti. E allora come alleviare concretamente il dolore per queste ferite dell’uomo? Carità non è solo sfamare un corpo e dissetarlo. Carità è aprire gli occhi di chi si crede ricco e poi non sa come spendere tutto ciò che ha, e si dispera. Carità è provare ad accompagnare le domande di vita. Carità è prospettare alla società un altro modo di vivere le cose, di intendere le trasformazioni, di apprezzare profondamente le relazioni, aggrappandosi a qualcosa che è molto più grande di noi. Carità è ridare occasione all’uomo di oggi di incontrare Colui che da sempre lo ama, da sempre lo cerca, da sempre lo sogna. E su questo vorremmo costruire la Chiesa che verrà.