
È stata inaugurata sabato 24 marzo la “Villa dei Mosaici di Spello”. “Con quasi 500 metri quadrati recuperati, la Villa dei Mosaici è una delle scoperte archeologiche più straordinarie dell’Umbria”, visitabile nella nuova struttura museale, moderna e multimediale, spiega una nota del Comune.
“Unica nel suo genere, la residenza di età imperiale conserva ancora oggi raffinati pavimenti a mosaico e tracce di affreschi e stucchi alle pareti”. La struttura “permette di esplorare tutto il fascino di questa antica villa con ricostruzioni in 3D, postazioni multimediali e App dedicata”.
La Villa dei Mosaici di Spello fu scoperta nel luglio 2005, appena fuori le mura di Spello, in località Sant’Anna, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio pubblico. “Dalla terra affiorarono resti di un mosaico antico, che diedero il via alle operazioni di scavo e, a seguire, al minuzioso restauro, portando alla luce una villa di grandi dimensioni”. Un accurato lavoro, svolto in sinergia da ministero dei Beni culturali, Regione Umbria, Soprintendenza ai beni archeologici dell’Umbria e Comune di Spello.
La Villa dei Mosaici di Spello – visitata lo scorso anno, in fase di allestimento, anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – “si trovava lungo un ramo secondario della Via Flaminia, che da Roma arrivava a Rimini attraversando l’Umbria. I venti ambienti riportati alla luce sono pertinenti al settore centrale della villa, per una superficie totale di circa 500 metri quadrati. Di questi ambienti, dieci conservano pavimenti a mosaici policromi di grande bellezza, con motivi geometrici e figurati”. Tra le stanze spicca l’ampio triclinio, la sala dei banchetti, con al centro del pavimento una scena di mescita del vino.
Il sindaco di Spello, Moreno Landrini, ha dichiarato: “La Villa dei Mosaici è una scoperta archeologica che arricchisce la città di Spello di un ulteriore prezioso tassello per la ricostruzione della sua antica storia. Ritrovare una villa romana è sempre un evento straordinario, ma nel caso di Spello lo è ancora di più, sia per la qualità e la dimensione, che per lo stretto rapporto con la città”.
Insomma, una ulteriore e irrinunciabile proposta culturale per venire a Spello, bella e antica cittadina collocata ai piedi del Subasio, tra le splendide colline umbre, e per stare a Casa San Girolamo, per qualche ora o qualche giorno, regalandosi una sosta nutrita da Bibbia, spiritualità, cultura e amicizia.






A firma dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, e con riflessioni di fratel Grabriele Faraghini, oggi sempre Piccolo Fratello e anche rettore del Seminario maggiore di Roma, l’Ave pubblica “A causa di Gesù e del Vangelo”.
Che alla maturità si arrivi mediante un processo lungo e paziente e che la conversione sia un fenomeno di cambiamento, una tensione costante, un inizio che non va scambiato per il cammino, don Fabrizio ce lo mostra attraverso tre figure: Davide, Pietro e Paolo. Solo dopo la caduta – il delitto per Davide (2 Sam. 12, 1-27), il tradimento che rende Pietro così umile e ora pronto a donare la sua vita nel colloquio con il Risorto (Mc. 14, 31), la spina nella carne di Paolo (2 Cor. 12, 7-10) che diventa comprensione dell’alterità di Dio, il totaliter alter, e che lo porta a integrare il male e a trasformarlo in canale di misericordia (“Quando sono debole è allora che sono forte”) – solo allora Davide, Pietro e Paolo convertono il loro cuore e diventano davvero adulti nella fede. Non può diventare adulta una fede che non ha mai conosciuto smarrimenti.
Silenzio. È la prima cosa che “si sente” quando si entra nella Casa di San Girolamo. Non è solo il silenzio sonoro, ma quel particolare elemento che permet
Conoscevamo questo luogo soltanto di fama, in primo luogo per gli anni vissuti lì da Carlo Carretto e, in secondo luogo, perché Marilena aveva espresso in più occasioni la volontà di fare una donazione in favore della struttura. Così, quando dopo due mesi di malattia è prematuramente passata alla Vita, abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di realizzare il suo desiderio: grazie alle generose offerte di amici e parenti abbiamo potuto effettuare una donazione a Casa San Girolamo, che per Marilena – e per noi insieme a lei – era, ed è, un simbolo tangibile dell’amore smisurato nutrito nei confronti dell’Ac.