C’è poco da stare allegri! Se ci guardiamo attorno in questi giorni di luminarie e di ricerca compulsiva di regali percepiamo tutto il contrasto tra effimero consumismo, sorrisi d’obbligo, auguri riverenti e il vero senso del Natale. C’è poco da stare allegri se il Gesù che viene non trova posto pur essendo grande lo spazio creato dal vuoto di senso dell’oggi.
Travolti dalla confusione natalizia creata ad hoc per il consumo rischiamo di perdere il ritmo della gioia che viene, la gioia che sperimentiamo quando facciamo posto al Signore.
Ecco allora l’occasione per curare quello spazio interiore che accoglie e che vive la gioia del vangelo. Nel testo che dovremmo aver in qualche modo assimilato, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium, papa Francesco ci invita a rinnovare ogni giorno l’incontro con il Signore. Il Natale è il tempo favorevole per fare il punto, per ripartire, per rinnovare quell’impegno a 360° che ci interpella come coloro che hanno accolto e che si fanno diffusori di gioia. Come non ricordare ancora una volta le parole del Concilio: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo”. Continua a leggere
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Avvento – Convertitevi! “E la luce di Gesù viva in te”
Vegliate! Convertitevi!
Il Signore comanda o guida?
Signore, sono anni che ci ripeti questo comando; siamo noi che diciamo di credere, che siamo praticanti, che siamo anche impegnati e magari aderiamo all’Ac che dobbiamo convertirci o piuttosto…
Scusa Signore la mia, la nostra tentazione di sentirci a posto; di aver accumulato una serie di bonus legati alla nostra presunzione e a quel poco di buono che riusciamo a combinare.
Sei tu che ci inviti a raddrizzare la nostra vita, a riconoscere che senza di Te siamo nulla, ad abbassare il nostro orgoglio.
“Per illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”. Continua a leggere
Avvento – Vegliate! Siate pronti, scegliendo ciò che conta. Guardando avanti con speranza

Cosa significa oggi vegliare? essere pronti?
Certamente c’è una attesa e quindi occorre essere pronti ad accogliere chi sta per venire. Vegliare può consistere nel non lasciarci sorprendere, coinvolgere dalla mondanità, da ciò che ci può distogliere dall’essenziale.
Vegliare: scegliere ciò che conta, alleggerire lo zaino del nostro cammino. Un cammino iniziato con il Battesimo che è solo l’inizio di un pellegrinaggio. Siamo infatti pellegrini e non passeggeri trasportati dagli eventi, dalle mode, dai modi di essere appariscenti che non portano a nulla se non a delusioni, all’insoddisfazione. Continua a leggere
Arte e fede: nuova vetrata nella cappellina di San Girolamo
Casa San Girolamo è “casa”. Si sa. Lo sperimentano coloro che vi trascorrono qualche giorno, i gruppi che passano ma soprattutto i “volontari” ovvero quei laici e assistenti che la vivono di più. Sono le persone che accolgono, che guidano, che creano quel clima di fraternità e serenità che rende questa casa speciale. Sono coloro che la curano, anche nei minimi particolari proprio per fare in modo che ognuno possa sentirsi a casa. Anche le persone che, su richiesta del Comune, abbiamo accolto recentemente nelle iniziative sociali e culturali cui dà vita la città di Spello (premiazione dei Comuni Fioriti e Festa dell’Olio) hanno apprezzato lo stile che ormai abita casa San Girolamo.
Così, come sempre anche in queste intense giornate, Casa San Girolamo ha offerto il caloroso sorriso che accoglie e accompagna le persone alla cella designata, la massima attenzione all’ordine segno di rispetto e ospitalità, una tazzina di caffè che fa sempre piacere a chi arriva; una buona e semplice – ma amorosa – cucina (Andrea e Sofia); una diligente cura degli spazi comuni, in particolare il chiostro, sempre in ordine e fiorito, e il giardino (Sofia). Continua a leggere
Cristo Re: Dio con noi, e la storia diventa sacra
“Il futuro è di chi ha un passato!”. Ricordo con il sorriso questo aforisma trovato in una vignetta di Lupo Alberto e lo trovo quanto mai appropriato se lo associamo ai 150 anni dell’Ac. Una storia lunga di cui siamo eredi e, nello stesso tempo, ne siamo i continuatori. E questo non sarebbe possibile se nel corso di un secolo e mezzo non si fossero succedute persone e azioni capaci di trasmettere di generazione in generazione la fede e di conseguenza la passione per il vangelo, per la testimonianza, per la missione.
Nella festa di Cristo Re siamo invitati a rinnovare la nostra decisione di essere nella storia con il segno della fede. E non posso dimenticare quel “Cristo regni” che si proclamava un tempo come saluto e come impegno di vita. Continua a leggere
