L’esperienza del deserto non fu per fratel Carlo Carretto una soluzione di ripiego, un abbandono delle responsabilità, ma si rivelò come proposta di valori, di essenzialità, di autenticità di vita cristiana. Dopo dieci anni di deserto, al suo rientro in Italia fratel Carlo manifestò subito l’idea di fondare in Italia una fraternità dei “piccoli fratelli del vangelo”. Come Carretto amava dire, il deserto non è un luogo geografico ma per avviare una esperienza di preghiera, di assoluta povertà, di semplicità era necessario un luogo che avesse caratteristiche particolari.
La terra umbra, anche per il suo forte spirito francescano, si dimostrò ideale. Così scriveva all’amico associativo Leonello Radi (recentemente scomparso, che presidente della Giac di Foligno negli anni della presidenza Carretto): “L’idea di trovare un conventino per trasformarlo in fraternità di lavoro mi entusiasma. Specie nella tua terra umbra”. Continua a leggere
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Giancarlo Sibilia ricorda Carlo Carretto: «Un uomo che ha creduto profondamente nell’amore di Cristo»
Fratel Carlo Carretto ve
niva spesso invitato a dare la sua testimonianza di vita e di preghiera in varie diocesi, parrocchie e associazioni in Italia e non solo, viaggi pieni di respiro missionario. Una domanda che spesso gli rivolgevano era, nel caso avesse dovuto ricominciare la sua vita da zero, cosa avrebbe evitato o cambiato. Naturalmente la richiesta si riferiva in particolare agli anni in cui fu presidente centrale della Giac, la Gioventù italiana di Azione cattolica (1946-1952), o all’ultima parte della sua vita di Piccolo fratello a Spello. Fratel Carlo rispondeva serenamente e senza esitazione, illuminato dalla sapienza del Concilio Vaticano II – che gli permetteva di giudicare con più distacco gli anni giovanili – che, a parte evitare i peccati, se fosse tornato indietro avrebbe rifatto tutto, specialmente per quanto riguardava la militanza in Azione cattolica. Continua a leggere
Carta e taccuino, per dare profondità alla vita
Ci sono cammini umani che calpestano pietre, e spesso le spostano. Ci sono cammini umani, invece, che hanno bisogno proprio delle pietre per essere celebrati e rimanere nella memoria. È stato così, infatti, per il cammino di patriarchi, re e profeti dell’antico Israele. Un cammino segnato spesso da pietre votive, le cosiddette “steli” o “altari”, che avevano lo scopo di aiutare il popolo eletto a imprimere nella propria memoria un particolare luogo in cui era avvenuta l’epifania di Dio. Si legge per esempio nella Genesi: «Il Signore apparve ad Abramo e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questo paese”. Allora Abramo costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso» (Gn 12,7). Questo e altri passi biblici, hanno portato fratel Giancarlo Sibilia a pensare a una vera e propria “teologia delle pietre”, che potesse descrivere questo meraviglioso intreccio tra il cammino di Dio e i passi degli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Continua a leggere
Week-end adultissimi: la vita spirituale nell’età matura
Custodire, consegnare, generare: sono stati pensati questi tre verbi per facilitare e in qualche modo delimitare un tema altrimenti troppo vasto per un fine settimana che desiderava mettere a fuoco il valore della vita spirituale per gli anziani e con gli anziani da vivere non certo come forma residuale e statica.
Abbiamo riempito il complesso che custodisce anche la tomba di fratel Carlo Carretto e venivamo da tutta la penisola (da Vicenza a Lucera!). Un bel numero di anziani (ma non solo) motivati e pronti a riflettere sulla loro condizione di vita e sulle tante opportunità che ancora questa “certa età” può offrire per se stessi e per gli altri.
Scoprire o riscoprire di essere un dono comporta sempre poi la responsabilità di avere un compito! Siamo stati “presi per mano” da due splendide guide: Mons. Ugo Ughi che, attraverso la lettura del brano di Atti 2,14-21, ci ha fatto capire l’importanza di custodire e generare sogni, e con il salmo 90 siamo giunti a sfiorare la bellezza di gustare la “sapienza del cuore” e la leggerezza che comporta il “saper contare i nostri giorni”. Continua a leggere
Centro studi Ac: seminario a Spello dal 21 al 23 luglio
Il Centro studi dell’Azione cattolica intende offrire, anche quest’estate, un’esperienza formativa originale a soci, responsabili associativi, persone interessate a vivere un tempo di ricerca culturale e spirituale, per approfondire alcuni snodi della cosiddetta “questione antropologica” alla luce dell’ecologia umana integrale.
Si tratta del prossimo “Seminario di Spello”, che si terrà dal 21 al 23 luglio presso Casa San Girolamo a Spello sul tema: “Tutto è in relazione (LS, 70). Per una rilettura dei rapporti interpersonali”.
Il seminario propone una riflessione sulla relazionalità personale nelle sue molteplici dimensioni, e vedrà l’intervento del professor Roberto Mancini, ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Macerata.
Nel sito www.azionecattolica.it saranno suggerite alcune letture propedeutiche, per attivare un percorso di approfondimento e studio personale in preparazione al Seminario.
Le iscrizioni si raccolgono fino all’8 luglio e vanno inviate a: iscrizioni.spello@azionecattolica.it.
