Giancarlo, Carlo, Casa San Girolamo… Incontrarsi e camminare insieme sulle orme di Gesù

“Non per niente… non per caso, oggi siete passati davanti a me”. In questa frase di Carlo Carretto, che ricaviamo dal suo testo “Il deserto nella città”, possiamo collocare il senso del profondo legame che unisce l’Azione cattolica ai Piccoli Fratelli Jesus Caritas e in particolare a fratel Giancarlo Sibilia, fondatore, che ci ha lasciato in questi giorni per proseguire la vita al cospetto dell’Altissimo. Nulla avviene per caso, come amava professare Carretto riferendosi all’episodio dell’Esodo (Es, 18) vissuto da Abramo alle querce di Mamre: “Faceva caldo quel giorno… vide tre uomini… porterò un po’ d’acqua… un boccone. Non per caso… non per niente siete passati davanti me”. È il senso di una storia che continua, si ripete ogni volta che una persona o un gruppo transita per quella che oggi si chiama Casa San Girolamo e che per tanti anni è stata la casa delle fraternità che Carlo Carretto era stato incaricato di avviare (1966) e che annoverava tra i primi la presenza di Giancarlo Sibilia. Una storia fatta di relazioni e di provvidenza. Un costante intreccio di situazioni non casuali, tutte orientate a camminare nell’amore di Gesù, come amava ripetere fratel Giancarlo.

Faceva caldo a Spello quando Carretto e amici giunsero al conventino da tempo abbandonato e fatiscente; faceva caldo (e continua a fare caldo a Spello) quando nel 2009 arrivò l’Azione cattolica che aveva individuato il conventino (da tempo abbandonato a causa del terremoto del 1997 che costrinse la fraternità a migrare)come luogo in cui dare vita a quel “polmone spirituale” come fonte per la vita missionaria dall’associazione. Tutto questo guidato dalla Provvidenza che ha segnato una lunga e interminabile strada di incontri, una via per la cura di quell’interiorità che è sorgente.

Scrive Sibilia: “Quante persone ho incontrato sulla strada! Con loro ho cercato di raccontare il Vangelo, ho percorso tratti di strada con tanti fratelli ai quali non solo ho parlato di Gesù ma dai quali l’ho pure ricevuto. Ciò che mi ha reso capace di stare e camminare è stata la bontà del mio ‘beneamato fratello e Signore Gesù”, e qui si nota l’impronta determinante di san Charles de Foucauld, “che ho contemplato nel mistero della sua incarnazione e resurrezione. Cominciando sempre dalla Sorgenti che per me sono ‘il libro e il calice’ cioè la Parola e l’Eucaristia”.

Al desiderio di andare a queste sorgenti è facile imputare la scelta e l’arrivo dell’Ac al San Girolamo accolta da fratel Giancarlo e dagli altri Fratelli di Jesus Caritas con un abbraccio di gioia, di speranza, nella profonda convinzione che il San Girolamo possa davvero essere luogo di vita evangelica. Le colline della speranza sono oggi più che mai non solo abitate ma incamminate per le strade di un mondo che ha bisogno della speranza che non delude.

In questi anni quanti colloqui con fratel Giancarlo! Non solo racconti vivificanti, ricchi di affetto e spesso anche di umorismo, segno di una vita fraterna e accogliente, improntati ad uno stile semplice e cordiale. Su questi incontri abbiamo fondato il nostro stile, la nostra accoglienza, l’ospitalità per una ideale case fra le case.

“Non per caso… non per niente”, questa frase la potremmo scrivere su ogni momento della nostra vita, sui passi della storia che anche grazie all’amicizia con Giancarlo abbiamo imparato a leggere come il “tutto connesso” dell’azione di Dio creduta e vissuta insieme. Abbiamo condiviso una fraternità che non è parola di moda o lo stare semplicemente insieme, ma la consapevolezza di essere uno pur nelle distanze, pur nella differenza di luoghi e condizione di vita, riuniti in quel calice e in quel libro che ci fanno popolo di Dio.

A Spello e a Sassovivo siamo passati, e passeremo, ne parleremo… camminando insieme.

Gigi Borgiani

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