Weekend fidanzati: “Piccoli passi possibili”

“La donna realizza l’uomo e l’uomo la donna. L’amore li completa, li rende migliori. Li immette più facilmente nella corrente divina della carità, li obbliga ad aprirsi, li trasforma”. Questa è la frase di Carlo Carretto che ci attendeva a casa San Girolamo quando siamo arrivati e credo che qui risieda il fulcro di ciò che abbiamo vissuto e sperimentato in questo weekend del 24-26 luglio. L’amore tra fidanzati ci fa sentire sulla pelle quell’amore divino da cui tutto ha avuto origine, e lo sentiamo come brezza leggera che viene nella nostra vita di coppia a risanare ogni ferita.

La preghiera, infatti, era per Laura Vincenzi – figura di giovane Ac posta al centro del fine settimana – come un “cordone ombelicale” che la legava a Dio e al suo fidanzato, un vincolo indistruttibile tra loro due e con gli altri. Spesso i fidanzati cristiani concepiscono la coppia come un luogo di crescita in cui in realtà sono presenti tre persone, un luogo in cui Dio agisce attivamente attraverso i gesti, le parole e le cure dei fidanzati. Ma l’immagine del cordone ombelicale richiama ancor di più al fatto che lì, in quel rapporto, risieda un nutrimento di cui non si può fare a meno.

Questi giorni mi hanno aiutata a riconoscere che l’amore che ricevo dal mio fidanzato in realtà riflette l’amore di Dio per me e questo ci permette di coltivare insieme una fede autentica, appassionata e contagiosa. Solo così anche in coppia potremo essere davvero specchio di Dio.

Le giornate di ritiro hanno rappresentato una preziosa occasione anche per approfondire il tempo che san Francesco trascorreva insieme ai primi fidati confratelli all’eremo delle carceri, dove grazie alla suggestione della stessa natura in cui si immergeva il santo 800 anni fa, ciascuno ha composto un proprio Cantico delle Creature dedicato al proprio amato. Questo semplice ma non scontato esercizio ci ha permesso di ringraziare e rendere lode per ogni vicissitudine, ogni passo di crescita, anche quelli più faticosi, vissuti insieme come coppia.

Quello che mi porto a casa e che auguro ad ogni coppia è di andare avanti sempre nella gioia, senza farsi spaventare dalle crisi, dalle crepe delle proprie storie, ma affidando con fiducia la propria vocazione a Lui che tutto può, tutto conosce e tutto ama.

Al termine del weekend risuonava in me l’espressione “piccoli passi possibili” di Chiara Corbella Petrillo. Credo che la bellezza stia proprio nel non sapere dove le nostre strade ci porteranno, perché il Signore opera proprio là dove si trovano i nostri dubbi e le nostre fragilità. Ciò che invece possiamo mettere in atto sono quei “piccoli passi possibili” che vediamo di fronte a noi, che sentiamo nelle nostre gambe e che forse, essendo piccoli, ci spaventano un po’ di meno.

Dunque, forse la missione per ogni coppia è proprio essere trasformati dall’amore che si prova l’uno per l’altra e dall’amore che insieme riceviamo da Dio, affinché lo Spirito Santo possa sempre essere nella coppia portatore di nuove primavere.

Irene con Luca

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