
“Il servizio è la gioia” sosteneva Vittorio Bachelet. E lo hanno confermato i volontari di Casa San Girolamo che nel fine settimana del 31 ottobre-1° novembre si sono ritrovati a Roma per il loro annuale incontro. Un’occasione di condivisione e amicizia per rinnovare le motivazioni del proprio impegno, per confrontarsi sulle attività svolte nel corso del 2026 e proiettarsi all’accoglienza di chi arriverà a Spello nel prossimo anno.
Ad aprire i lavori la relazione di Giovanni Serra, vicepresidente nazionale del Movimento di volontariato italiano (Movi), su “Radici e motivazioni del volontariato”. Una interessante disamina dell’evoluzione storica dell’impegno in Italia e delle sfide poste dalla contemporaneità. Difendere la dimensione della gratuità, essere radicati nelle situazioni e coltivare le relazioni, saper valutare la “dimensione politica” del volontariato sono i principi ispiratori necessari per l’“umanizzazione delle risposte ai tanti disagi dell’oggi”. In un tempo nel quale “cresce il risentimento dei penultimi nei confronti degli ultimi” serve “costruire legami perché l’altro venga considerato un fratello”. L’invito, attuale e forse anche pressante, è quello di “ricostruire il noi”. E questo vale anche per “interrogarsi insieme sul servizio che si fa”.
Michele Tridente, segretario generale dell’Azione cattolica, ha chiarito il senso del servizio dei volontari della Casa San Girolamo richiamando lo “stile di ospitalità autentica e a porte aperte”, la “gratuità come testimonianza”, l’essere “custodi dello stile e della memoria”, il crearsi “tra volontari e ospiti relazioni che restano”. Nell’orizzonte del cammino assembleare, ha poi illustrato i contenuti della bozza che accompagnerà il percorso dal titolo “E vi fu grande gioia in quella città”. Perché sia proficuo, quello che si appresta a compiere l’Ac dovrà essere un “esercizio di discernimento”, vissuto “nell’ordinarietà della vita associativa”; un “momento di coinvolgimento e apertura” e anche “di vera democraticità”. Tridente ha invitato a “lasciarsi interrogare dalla realtà”, “da ciò che accade nei territori” per “contribuire al bene comune”.
Nella mattinata di domenica il consueto confronto sugli aspetti più tecnici e organizzativi legati alla gestione di Casa San Girolamo, perché continui sempre e sempre meglio ad essere “polmone spirituale” per l’Azione cattolica e per quanti arrivano a Spello, mediante uno stile delle “porte aperte” e della corresponsabilità. Una struttura – ha affermato il presidente nazionale dell’Ac, Giuseppe Notarstefano, in videocollegamento – di cui “abbiamo e avremo sempre più bisogno come associazione” perché sa essere il volto di come dev’essere l’Azione cattolica: “casa e famiglia per tutti, con tutti”. Nel ringraziare la cinquantina di volontari che si prendono cura di Casa San Girolamo, Notarstefano ha richiamato la “bellezza di un’accoglienza semplice e intensa” e ha ricordato Carlo Carretto, rinnovando “l’impegno e la responsabilità della custodia della memoria”.
Alberto

