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Rendere gratuito l’amore!

L’amore di Dio è per sua natura universale, casto, equilibrato, santo. Chi è sotto il suo dominio, vive in una pace profonda, ha la visione gerarchizzata delle cose, sa che cos’è la libertà. Ma anche l’amore di Dio, passando nel cuore dell’uomo, deve essere lavorato, coltivato, potato, fecondato; e Dio stesso ne è l’abile e intransigente agricoltore. Soprattutto tale amore deve essere purificato. Che cosa significa purificare l’amore? Significa purificarlo dalle pastoie della sensibilità, dal vischio del gusto; in altri termini, significa renderlo gratuito. Rendere gratuito l’amore! Quale difficile impresa per creature come noi, ripiegate dal peccato su se stesse, chiuse il più delle volte nel loro onnipossente egoismo! Sovente non ci rendiamo conto della profondità del male, che è abissale. Non parlo solo dell’egoismo del ricco che accumula per sé; del violento che sacrifica tutto al proprio godimento; del dittatore che respira l’incenso dovuto solo a Dio. Parlo dell’egoismo dei buoni, delle anime pie, di coloro che sono riusciti, a forza di ginnastica spirituale e di rinunce, a poter dire dinanzi all’altare dell’Onnipotente la superba professione: «Signore, non sono come gli altri uomini». Sì, abbiamo avuto il coraggio, in certi periodi della nostra vita, di crederci diversi dagli altri uomini. E qui sta la menzogna più radicale, dettata dall’egoismo più pericoloso: quello dello spirito. E su tale menzogna il nostro egoismo fa la sua costruzione babelica, riuscendo a servirsi della stessa pietà, della stessa preghiera per soddisfarsi. Ma sovente non basta. Rovesci, malattie, disillusioni, vecchiaia si abbattono come uccelli di rapina sulla povera carcassa che aveva avuto il coraggio di affermare a se stessa: «Signore, non sono come gli altri uomini».

Carlo Carretto

Azione cattolica e Scout: un “sinodo” sui giovani a Casa San Girolamo. Bella pagina di Chiesa


Metti in una stanza l’Azione cattolica e gli Scout insieme; metti a discutere sacerdoti e laici insieme; metti in pellegrinaggio giovani e adulti insieme… cosa ne esce? Un vero e proprio Sinodo! Questo abbiamo vissuto sabato 25 maggio presso Casa San Girolamo a Spello come presidenza nazionale di Ac e comitato centrale dell’Agesci. Ci siamo ritrovati per provare a tenere viva la riflessione avviata dal recente Sinodo dei giovani e dall’esortazione Christus Vivit.
Nella mattinata ci siamo affidati a padre Giacomo Costa, segretario del Sinodo dei giovani, per provare a trovare delle chiavi di lettura della Christus Vivit e a rintracciare insieme degli snodi futuri. Successivamente, guidati dall’esperienza degli amici Scout, abbiamo vissuto un vero e proprio pellegrinaggio dall’eremo della Spella all’eremo delle Carceri di Assisi. Un’esperienza bella, che ci ha ricordato il significato profondo di un sinodo, ovvero camminare insieme. Il nostro cammino impegnativo (soprattutto per i meno allenati) è culminato presso l’eremo delle Carceri di Assisi, luogo avvolto in un clima di preghiera. Nel pomeriggio, guidati da padre Roberto Del Riccio, assistente dell’Agesci, ci siamo confrontati e abbiamo condiviso alcuni pensieri e sogni che la riflessione sulla Christus vivit ha fatto sorgere in noi.
È stata veramente una bella pagina di Chiesa! Continua a leggere