
Sono tante le persone che passano a Casa San Girolamo. Chi viene per i fine settimana in programma, chi per qualche giorno di “respiro”; gruppi in visita o per una giornata di deserto; “pellegrini” che, nel ricordo di un periodo trascorso qui ai tempi di fratel Carlo, vengono sulla sua tomba con riconoscenza per il bene ricevuto, per rivivere momenti decisivi per la fede e per la vita, per ritrovare un passato che si fa presente in una casa che ha ripreso vita.
Molte di queste persone lasciano poi una frase, una testimonianza, un pensiero che vengono poi raccolte nel “Libro dei pensieri positivi”. Sono state ormai raccolti più di 1200 pensieri, semplici ma ricchi. Sono pensieri del cuore che valgono più di tante prediche perché raccontano sentimenti e scelte di vita.
Ne riproponiamo qualcuno.
“Qui si respira Azione cattolica! Grazie Signore per ogni singolo momento di questa esperienza, per la fede che questo luogo incarna, per la testimonianza che qui si incontra”
“In giornata lascerò questo luogo benedetto da Dio e da Fr. Carlo. Lo porterò nel cuore come stimolo ad andare avanti, ad accettare la volontà di Dio e a ricordo di questi giorni di silenzio e di pace. Lascio ai piedi dell’altare le mie ansie, le paure per essere trasformate in serenità”
“Grazie per questa oasi di pace e di silenzio. Il Signore ha parlato al mio cuore dove ho messo a tacere il mio io per fare posto a Dio”
“Mi è piaciuto vedere i luoghi che mamma e papà frequentavano da giovani”
“Un tempo per pensare e pregare, un luogo per curare lo spirito. Grazie per l’accoglienza”
“Ah la bellezza, ricercare la bellezza! Qui ho riempito la borraccia per il cammino che ancora resta”
“Dopo 25 anni siamo tornati a vedere questo luogo bellissimo dove la nostra fede è cresciuta con le nostre famiglie. Grazie Signore di permetterci ancora di lodarti e amarti nella maniera più semplice”










Sulla sua tomba si è ricordato il suo invito a chiedere il dono della fede: essa sola può accompagnare e guidare una vita piena che a partire dalla Parola e dall’Eucaristia sia sempre una vita piena e “ricca” di gesti quotidiani, tesi a costruire un mondo migliore. Il pomeriggio si è concluso con la celebrazione eucaristica nel chiostro.

È una povertà di oggi quella di chi ha sogni solo per sé, di chi Dio non l’ha mai conosciuto, chi non ha nessuno a cui rivolgere le proprie domande di vita. Di chi non ha orizzonti grandi verso cui puntare lo sguardo, ma solo testa bassa per non inciampare ora ed oggi. Di chi non è stato educato a riconoscere le cose belle e non vive passioni forti. E allora come alleviare concretamente il dolore per queste ferite dell’uomo? Carità non è solo sfamare un corpo e dissetarlo. Carità è aprire gli occhi di chi si crede ricco e poi non sa come spendere tutto ciò che ha, e si dispera. Carità è provare ad accompagnare le domande di vita. Carità è prospettare alla società un altro modo di vivere le cose, di intendere le trasformazioni, di apprezzare profondamente le relazioni, aggrappandosi a qualcosa che è molto più grande di noi. Carità è ridare occasione all’uomo di oggi di incontrare Colui che da sempre lo ama, da sempre lo cerca, da sempre lo sogna. E su questo vorremmo costruire la Chiesa che verrà.
uesto il percorso scelto da un gruppo di giovani della parrocchia di S. Barnaba in Roma che, dopo aver partecipato al cammino dei giovani in preparazione dell’appuntamento di metà agosto a Roma per il Sinodo dei giovani e alle celebrazioni della “Perdonanza” ad Assisi, sono arrivati a Casa San Girolamo. Punto di ripartenza, di revisione per una interiorità, personale e comunitaria, che è alla base delle scelte che possano concorrere alla vita propria e alla cura della casa comune.