L’Eucaristia pane di speranza per il mondo: weekend di fede nella Spello dell’Infiorata

“La speranza vede la spiga quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce” (Primo Mazzolari).
Dal 20 al 22 giugno, provenienti da varie regioni d’Italia, accompagnati dall’assistente nazionale dell’Acr don Francesco Marrapodi, abbiamo partecipato ad un weekend di meditazione e preghiera a Casa San Girolamo nella cornice delle colline umbre di Spello. Qui abbiamo potuto contemplare l’Eucaristia anche in una dimensione artistica, visitando il paese nei giorni in cui, in occasione del Corpus Domini, viene animato dalla festa dell’Infiorata.
Siamo arrivate qui con il desiderio di ritrovare le radici, per il bisogno di andare in profondità. Quando non basta più la spiritualità del quotidiano, quella in cui semplicemente affidi a Lui la giornata con la semplicità di un bambino. Quando senti l’aridità di una preghiera in cui abbandoni le preoccupazioni, le ansie per gli eventi inattesi, perché non hai tempo ed energie per altro. Quando negli anni hai lasciato che il Signore finisse un po’ in cantina, fermo in uno scatto poco nitido di una Polaroid, prese dal lavoro, dai figli, dalla frenesia del quotidiano. Eppure, qui ti senti ripetere che Lui ti è rimasto sempre vicino, che vuole “fare casa con te”. Che per farlo è disposto ad entrare nel disordine della tua casa, se tu lo vuoi, perché ti guarda con occhi che non sono i tuoi.
Rientriamo in Romagna, felici di aver riscoperto Dio sempre fedele a noi e di esserci riscoperti “tutti cercatori di Dio”, in cammino con i nostri fratelli.

Chiara e Sara, Faenza

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Pronti, via! Con giugno si torna a Casa San Girolamo. Aperte le iscrizioni per tutto il periodo estivo

Con il mese di giugno riapre Casa San Girolamo, che offre una programmazione, nei fine settimana, di preghiera, spiritualità, silenzio, lavoro e amicizia. E poi ci sono i primi giorni delle varie settimane, fino a settembre, con spazio per altri incontri, silenzio, formazione… Quest’anno, in particolare, sono attesi molti giovani che, verso fine luglio, transiteranno dalla Casa, diretti al Giubileo a Roma, con l’intento di conoscere fratel Carlo Carretto. Qui di seguito proponiamo la locandina aggiornata. Iscrizioni aperte!

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A San Girolamo la presidenza diocesana dell’Ac di Vicenza

A Casa San Girolamo da giovedì 1° maggio e fino al pomeriggio di sabato 3 maggio si è riunita la presidenza di Ac di Vicenza. Con il presidente Dino Caliaro e gli assistenti don Andrea e don Massimo, i responsabili diocesani hanno potuto lavorare serenamente e condividere idee e progetti dei vari ambiti diocesani. Il clima, reso piacevole anche dalle prime giornate calde, è stato molto sereno sostenuto dalla preghiera e dalla condivisione di tanti momenti. Insieme abbiamo potuto visitare la tomba di san Francesco ad Assisi, in giorni di particolare ricordo di Papa Francesco e di vicinanza per le sorti future della Chiesa. A Casa San Girolamo si sta proprio bene. Abbiamo avuto anche la gioia portata dai bimbi che iniziano ad amare questo luogo.

Ac Vicenza

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I “bassanesi” a San Girolamo sulle orme di Carretto, De Gasperi e Olivetti, fra cultura e spiritualità

Un weekend “sorprendente”. È quello vissuto a fine aprile a Casa San Girolamo, da un gruppo di giovani e adulti accomunati da una grande curiosità nei confronti di tutto ciò che alimenta lo spirito, il senso di responsabilità, il bene comune la partecipazione e la cittadinanza attiva. Tre giorni di immersione nelle testimonianze di uomini che hanno inciso profondamente nella storia del nostro paese, perché sono diventati una sintesi luminosa di profondità spirituale e capacità di abitare il ‘900 con intelligenza, competenza, lungimiranza: Carlo Carretto, Alcide De Gasperi, Adriano Olivetti. Uomini che sono stati generativi nella vita ecclesiale, nella politica, nello sviluppo industriale e tecnologico.

Per tutti si è trattato di uno scambio di energie, un esercizio di memoria, un tempo di ricarica interiore, un’attivazione di legami splendidi e la riscoperta di uno spazio di grazia, un’oasi di pace, un pozzo per attingere l’acqua fresca dello Spirito di Gesù, di Francesco, di fratel Carlo. E tantissima gratitudine per chi si è preso cura di noi con una generosità davvero… “squisita”. La nostalgia diventerà impegno nel quotidiano e proposito di ritorno.

«Carissimi Lucio, Rita, Sandro, Luisa e Alida», scrivono in un bel messaggio “i bassanesi”, «grazie dal profondo del cuore».

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Paolo Trionfini, un dono per l’Ac. Fede profonda, cultura viva. Amico di San Girolamo e studioso di Carlo Carretto

«Paolo Trionfini è tornato alla casa del Padre. Lasciandoci sgomenti. Con gli occhi ricolmi di lacrime e un vuoto profondo nel cuore di ciascuno di noi, che l’abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto e gli vogliamo bene. Egli ha un posto speciale certamente nel cuore di tutta l’Azione cattolica e, ne siamo certi, nella più ampia comunità ecclesiale e culturale del nostro Paese». Con queste parole la Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana ricorda lo studioso, docente all’Università degli Studi di Parma, scomparso il 24 aprile.

«Direttore dell’Isacem, l’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI”, e già vicepresidente nazionale dell’Ac, Paolo è stato prima di tutto un uomo della Chiesa, un laico credente, un testimone coerente e appassionato del Vangelo nella storia. Studioso rigoroso e appassionato, mite e delicato nelle relazioni quotidiane, lucido e coraggioso nella determinazione degli orientamenti e delle scelte associative».

Trionfini, marito e padre, già presidente diocesano dell’Ac di Carpi, sempre disponibile, garbato e dall’ironia sottile, ha svolto innumerevoli servizi per l’Ac: era un amico di Casa San Girolamo e uno studioso di Carlo Carretto, cui ha dedicato studi approfonditi e pubblicazioni, edite dall’Ave, fra cui Carlo Carretto. Il cammino di un “innamorato di Dio” e “Ho cercato e ho trovato”. Carlo Carretto nella Chiesa e nella società del Novecento.  

L’Azione cattolica, afferma la nota della Presidenza nazionale Ac, «è stata la sua casa, la sua scuola, la sua missione. Fin da giovane ha trovato in essa un luogo di formazione integrale: spirituale, culturale e civile. Con naturalezza ha fatto proprio lo stile dell’Ac, quello del “camminare insieme”, coltivando un amore concreto per l’associazione e un instancabile desiderio di servire il bene comune. Non a caso, ha ricoperto con dedizione ruoli di responsabilità nei diversi livelli associativi, fino alla vicepresidenza nazionale del Settore Adulti, vissuta con grande umiltà, lucidità e spirito di servizio».

«Studioso raffinato, ha saputo raccontare la storia del cattolicesimo italiano con uno sguardo competente e coinvolto, con la passione di chi sa che custodire la memoria è un modo per amare il futuro. Nell’Isacem ha portato avanti un lavoro prezioso, lasciando un’eredità intellettuale e spirituale che continuerà a parlare a lungo. Si è speso perché la cultura e la custodia della memoria divenissero ordinarie prassi nella vita delle associazioni, ha sostenuto con dedizione quotidiana la promozione della vita associativa attraverso la formazione e la ricerca storica. La sua morte giunge in un momento particolarmente denso di significato per la Chiesa, segnato dalla scomparsa di papa Francesco. Due storie diverse, due vite al servizio del Vangelo, ma unite da un comune amore per la Chiesa dei poveri, per una fede incarnata nella realtà, per un laicato protagonista nella costruzione del Regno. Paolo ha profondamente amato e stimato papa Francesco, riconoscendo nella sua parola profetica una conferma di ciò che l’Azione cattolica ha sempre cercato di vivere: la prossimità, la misericordia, l’impegno nella storia».

Infine: «Nel dolore del distacco, ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, ai colleghi dell’Università di Parma dove insegnava, agli amici e a tutta la comunità associativa. Rendiamo grazie al Signore per il dono che Paolo è stato: per la sua fede sobria e profonda, per la sua cultura viva e condivisa, per la sua amicizia sempre discreta e leale. E, nella speranza cristiana, lo affidiamo all’abbraccio misericordioso del Padre, certi che continuerà a camminare accanto a noi, in quella comunione dei santi che unisce la terra al cielo».

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