Archivi autore: gianni

Gesù, eterno presente

«Mentre mangiavano Gesù prese del pane dicendo: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo…”. Poi prendendo una coppa rese grazie e la diede loro dicendo: “Bevetene tutti perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, che sarà sparso per la moltitu­dine dei peccati”» (Mt 26,26-28).
Gesù in quell’istante, sull’altare del mondo intero mentre tutta l’umanità gli era potenzialmente attorno, offrirà se stesso vittima innocente al Padre, pagherà per tutti e chiuderà definitivamente il passato. Quel sacrificio che ebbe il suo offertorio nell’ultima cena, che si consumò il giorno dopo sul Calvario e che si ripeterà in ogni messa della storia, sarà l’unico grande valido sacrificio di cui i sacri­fici antichi erano simboli e le future messe “memoriali“.
In un eterno presente, Gesù, che s’era reso solidale nell’Incarnazio­ne con l’umanità intera, assunto il ruolo di Sacerdote Eterno, offrirà se stesso vittima cruenta sul Calvario diventando l’altare del mondo. Que­sto sacrificio, preconizzato nella Pasqua dell’antica legge quale ricordo di un passaggio dalla schiavitù d’Egitto alla libertà della Terra Promessa, divenuto realtà nell’offerta compiuta dall’Agnello di Dio nell’ultima cena e sul Calvario, segnato dal Padre con la risurrezione e ascensione al cielo di Gesù e rinnovantesi in ogni messa fino alla fine dei tempi, rimane l’unico ed eterno sacrificio accettabile da Dio: la grande realtà del cristianesimo, il Patto della nuova alleanza, la sintesi più ineffabile della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carità.
Quando Cristo ci tocca col Sacramento noi entriamo nella pie­nezza di Dio. Prendendo parte vivente alla “Cena del Signore“, noi facciamo nostra la volontà di Gesù di radunare l’umanità intera attorno alla mensa del Padre, edificando il suo Corpo Mistico che attingerà la sua finale dimensione dopo l’ultima messa celebrata sulla terra quando si spaccherà il velo della nostra fede e i Redenti saranno ammessi al Banchetto eterno del Cielo.

Carlo Carretto

Le Infiorate di Spello rendono omaggio a Carlo Carretto

Le Infiorate di Spello 2018 rendono omaggio a fratel Carlo Carretto, nell’anno del trentesimo della scomparsa dell’ex presidente della Gioventù di Azione cattolica e poi fondatore della Fraternità dei Piccoli fratelli di Charles de Foucauld nel monastero spellano di San Girolamo.

Il gruppo “Arco romano” (maestro infioratore Alessandro Fuso) risulta infatti il vincitore assoluto del 57° concorso delle Infiorate con un’opera dedicata a Carretto. “La scelta tematica” dell’opera (foto: Associazione Le Infiorate di Spello) è “legata alla storia della città”, si legge nella motivazione del premio. “Scelta che enfatizza un personaggio caro alla comunità, rappresentato efficacemente con dettagli che richiamano la sua biografia e con elementi caratteristici del territorio di Spello. Qualità che si uniscono all’uso sapiente del colore e della prospettiva”.

Giovani e studenti Ac: formazione e servizio a S. Girolamo

Giovani e Movimento studenti di Azione cattolica: un weekend di formazione e incontro a San Girolamo prendendosi cura della Casa perché continui sempre ad essere luogo di accoglienza e di pace.

Domenica 13 maggio: escursione in mountain bike sul Subasio. Partenza da Spello e traguardo a San Girolamo

Dalla splendida cornice del chiostro di San Girolamo alle pendici del Monte Subasio fino alla Spella. Si è svolta domenica 13 maggio la seconda giornata dell’iniziativa con cui l’Azione cattolica, in collaborazione con il Comune di Spello, ha voluto fare memoria di Gino Bartali, campione e Uomo Giusto delle Nazioni.
Dopo il bel pomeriggio con la presentazione del libro di Paolo Reineri di sabato 12, i “colpi di pedali” sono stati quelli di un gruppo di cicloamatori che si sino ritrovati di buon mattino nel piazzale alla base di Spello per salire fino alla Madonna della Spella , santuario situato tra i prati sommitali nel versante meridionale del Monte Subasio. Al ritorno gli oltre trenta ciclisti hanno raggiunto San Girolamo accolti dai volontari della casa che hanno offerto fresche bevande, salumi nostrani e le immancabili bruschette.
Ancora una volta Casa San Girolamo ha potuto essere luogo di accoglienza e amicizia nel solco tracciato da Carlo Carretto. Questa iniziativa, insolita, si è sviluppata attraverso una stretta collaborazione tra Ac e Centro sportivo italiano (nato in seno all’Ac negli anni Quaranta). Considerando inoltre il coinvolgimento del Comune, si può essere soddisfatti di aver realizzato un momento davvero significativo che testimonia il desiderio e l’impegno dell’Ac di essere a Spello non per se stessa ma per essere una presenza viva nel territorio. E l’esempio di Bartali ha offerto un’occasione per rilanciare, da Casa San Girolamo, quei valori spirituali e sociali (fede, amicizia, i pregi dello sport, dare la vita, fare del bene…) che dovrebbe essere sempre presenti nella nostra esistenza.