Luglio intenso a Casa San Girolamo. Incontri, studio, amicizia, spiritualità. Fine settimana organizzati, giorni feriali con innumerevoli incontri: chi torna perché “discepolo” di Carretto, chi cerca una sosta per lo spirito e risposte contenute nella Parola, chi ha voglia di ritrovarsi tra amici di Ac oppure di conoscerne di nuovi. Spello ti aspetta. In questo sito pubblichiamo programmi e contatti per venire a trovarci.
Archivi autore: gianni
San Girolamo: casa di semplicità, di accoglienza, di preghiera
L’esperienza del deserto non fu per fratel Carlo Carretto una soluzione di ripiego, un abbandono delle responsabilità, ma si rivelò come proposta di valori, di essenzialità, di autenticità di vita cristiana. Dopo dieci anni di deserto, al suo rientro in Italia fratel Carlo manifestò subito l’idea di fondare in Italia una fraternità dei “piccoli fratelli del vangelo”. Come Carretto amava dire, il deserto non è un luogo geografico ma per avviare una esperienza di preghiera, di assoluta povertà, di semplicità era necessario un luogo che avesse caratteristiche particolari.
La terra umbra, anche per il suo forte spirito francescano, si dimostrò ideale. Così scriveva all’amico associativo Leonello Radi (recentemente scomparso, che presidente della Giac di Foligno negli anni della presidenza Carretto): “L’idea di trovare un conventino per trasformarlo in fraternità di lavoro mi entusiasma. Specie nella tua terra umbra”. Continua a leggere
Giancarlo Sibilia ricorda Carlo Carretto: «Un uomo che ha creduto profondamente nell’amore di Cristo»
Fratel Carlo Carretto ve
niva spesso invitato a dare la sua testimonianza di vita e di preghiera in varie diocesi, parrocchie e associazioni in Italia e non solo, viaggi pieni di respiro missionario. Una domanda che spesso gli rivolgevano era, nel caso avesse dovuto ricominciare la sua vita da zero, cosa avrebbe evitato o cambiato. Naturalmente la richiesta si riferiva in particolare agli anni in cui fu presidente centrale della Giac, la Gioventù italiana di Azione cattolica (1946-1952), o all’ultima parte della sua vita di Piccolo fratello a Spello. Fratel Carlo rispondeva serenamente e senza esitazione, illuminato dalla sapienza del Concilio Vaticano II – che gli permetteva di giudicare con più distacco gli anni giovanili – che, a parte evitare i peccati, se fosse tornato indietro avrebbe rifatto tutto, specialmente per quanto riguardava la militanza in Azione cattolica. Continua a leggere
È bello sapere
che dovunque tu vada ci siano porte aperte ad accoglierti (ospite anonimo)
Preoccupati di amare
Ripeto ancora, dopo aver conosciuto l’azione più sfrenata e la gioia della vita contemplativa nel quadro più sfolgorante del deserto, le parole di sant’Agostino: «Ama e fa’ ciò che vuoi». Non preoccuparti, fratello, di che cosa fare; preoccupati di amare. Non interrogare più il Cielo con ripetuti e inutili: «Qual è la mia strada?»; studiati invece di amare. Amando, scoprirai la tua strada; amando ascolterai la Voce; amando, troverai la pace. È l’amore la perfezione della legge e la regola di ogni vita, la soluzione di ogni problema, lo stimolo di ogni santità. «Ama e fa’ ciò che vuoi». No; non è più possibile fare ciò che voglio quando amo. Quando amo devo fare la volontà dell’amato. Quando amo sono prigioniero dell’amore; e l’amore è tremendo nelle sue esigenze, specie quando questo amore ha per oggetto Dio e un Dio crocifisso. Non posso più fare la volontà mia; debbo fare la volontà di Gesù, che è volontà del Padre. E quando avrò imparato a fare questa volontà, avrò realizzato pienamente la mia vocazione sulla terra e raggiunto il grado della mia perfezione. La volontà di Dio: ecco ciò che regge il mondo, ciò che muove gli astri, ciò che converte i popoli, ciò che chiama alla vita e dona la morte. Che tu sia sulla sabbia in ginocchio ad espiare ad adorare o che tu sia sulla cattedra ad insegnare, che conta se non lo fai nella volontà di Dio? E se la volontà di Dio ti spinge a cercare i poveri o a donare i tuoi averi o a partire per terre lontane, che conta tutto il resto? O se ti chiama a fondare una famiglia, a prendere un impegno nella città terrena, perché dubitare? «In la sua volontade è nostra pace» dice Dante; ed è forse l’espressione più riassuntiva di tutta la nostra dolce dipendenza da Dio.
Carlo Carretto
